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Rimedi naturali

Carciofo: la pianta protettrice del fegato

  • lunedì 28 maggio 2012

Questa pianta occupa oggi un posto molto importante sia in cucina sia in fitoterapia. In realtà è una variet coltivata del cardo mariano dellaregione mediterranea. Apprezzata dai consumatori per la carnosit delle sue foglie, deve la sua fama terapeutica alle proprietà digestive delle foglie, larghe e molto dentellate, collegate al suo gambo.

Adoperato da secoli per le sue proprietà favorenti la produzione della bile ed epatoprotettive, il carciofo possiede anche una valida azione d miglioramento qualitativo della bile, che si accompagna ad un aumento della funzionalità del fegato.
L'interesse della foglia del Carciofo per curare le affezioni epato-biliari è stato dimostrato grazie agli studi compiuti da molti medici francesi durante la prima met del XX secolo.

L'azione coleretica (che aumenta la secrezione biliare) del Carciofo attribuita ad una sostanza amara e aromatica: la cinarina.
Particolarmente utile nei casi di congestione o insufficienza epatica (fegato pigro), itterizia, cattiva digestione delle materie grasse.
Dalle foglie basali di questa pianta si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in acidi caffeilchinici.

Stimolando la secrezione biliare, il Carciofo agisce anche sugli stati di stitichezza.
In effetti, la bile permette di attivare i movimenti intestinali (peristalsi), contribuendo a favorire l'evacuazione delle feci.
La foglia del Carciofo contiene anche steroli, magnesio, potassio: composti che agiscono in sinergia con la cinarina.

Il carciofo sembra stimolare la rigenerazione delle cellule del fegato quando ueste ultime sono attaccate da sostanze tossiche. Se questo effetto sarà confermato da studi clinici controllati, la pianta potrebbe essere utilizzata come epatoprotettore per gli ammalati di cirrosi.
E' anche dimostrato che la foglia di Carciofo possiede virtù ipolipidemizzanti e ipocolesterolemizzanti.

Associazioni consigtiate: 
  • con l'Ananas per il trattamento dell'insufficienza digestiva,

  • col Cardo Mariano e il Tarassaco per il trattamento dell'insufficienza epato-biliare.

Avvertenze d'uso: va usato con cautela nel paziente portatore di calcoli alle vie biliari, specialmente se i calcoli sono di piccole dimensioni per il rischio di provocare una colica biliare. Controindicato in caso di stenosi delle vie biliari. 

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