L'influenza è una comune patologia virale che si presenta tutti gli anni nei mesi freddi.
Nei casi in cui colpisca una parte significativa della popolazione prende il nome di pandemia, ma ciò non deve spaventare: il decorso è generalmente benigno e, tranne in casi di soggetti particolarmente sensibili, può essere trattata con l'automedicazione.

L'influenza non è mai la stessa: ogni anno sentiamo parlare di cinese, australiana, russa, ecc... Questi nomi vengono assegnati a seconda del luogo di scoperta dei nuovi ceppi.
A livello microbiologico, queste differenze corrispondono a variazioni sulla superficie dei virus. Le caratteristiche della superficie virale costituiscono gli antigeni, cioè il bersaglio dell'azione del sistema immunitario.
Variando di anno in anno il nostro organismo non riesce ad organizzare difese costanti e a precostituire un'immunizzazione di sicura efficacia.
Questo è il motivo per cui i vaccini vengono allestiti a partire da ceppi virali differenti, ogni anno.

SOGGETTI A RISCHIO
Alcune categorie di persone devono trattare l'influenza alla stregua di una patologia delicata: parliamo di cardiopatici, bronchitici cronici, diabetici e persone con deficit gravi del sistema immunitario.
Bambini (meno protetti da anticorpi prodotti in precedenza) e anziani (più fragili e soggetti ad una fisiologica riduzione della risposta immune) sono più esposti alla patologia.

SINTOMI
Dopo un periodo di incubazione generalmente asintomatico la febbre esordisce bruscamente (anche fino a 38-40°C), accompagnata da sintomi quali mal di testa, senso di stanchezza generale, astenia, mancanza di appetito, dolori articolari e muscolari.
La febbre però è un segno della risposta dell'organismo, mantenendosi alta nei giorni di più elevata replicazione virale.
In linea generale si consiglia di abbassarla, salvo casi particolari, solo se superiore a 38°C.

Con la febbre spesso compaiono sintomi respiratori che portano spesso a confondere la patologia con il raffreddore (causato da un'altra famiglia di virus) o con il semplice raffreddamento.
Si possono infatti osservare aumento di secrezioni nasali e bronchiali e lacrimazione agli occhi, unite a difficoltà respiratorie.

I sintomi si mantengono per 3-5 giorni, salvo la sensazione di stanchezza e l'inappetenza che possono protrarsi più a lungo.

COMPLICANZE
Fatta eccezione per i soggetti a rischio generalmente l'influenza si risolve spontaneamente, ma può complicarsi coinvolgento l'orecchio, la gola o i polmoni.
Le sovra infezioni batteriche infatti sono piuttosto comuni. I batteri infatti, normalmente tenuti sotto controllo dal sistema immunitario, possono replicarsi più facilmente se i meccanismi deputati alla risposta immune sono ""distratti"" da altre infezioni, come quelle virali.
In tal caso è necessario il controllo del medico.

NIENTE ANTIBIOTICI NE' ANTIVIRALI!
L'influenza è causata da un virus, mentre gli antibiotici hanno come unico bersaglio i batteri: sono quindi totalmente inutili nel trattare la patologia. Possono essere utilizzati dietro prescrizione medica per trattare eventuali complicanze.
Gli antivirali, che in linea puramente teorica potrebbero essere efficaci, non sono invece utilizzati nel trattamento dell'influenza per due motivi:

  • possibilità di effetti collaterali: è probabilmente meno rischioso passare qualche giorno a letto che utilizzare farmaci pensati per infezioni più gravi.
  • comparsa di resistenza: utilizzare antivirali su larga scala può portare alla comparsa di ceppi resistenti, rendendo spuntate le poche armi a nostra disposizione contro le infezioni causate a virus.

Tra i farmaci da banco non vi sono quindi nè antibiotici, nè antivirali. Si parla quindi di terapia sintomatica, volta ad alleviare i sintomi della malattia, ma non a curarne la causa primaria.

I FARMACI DISPONIBILI
I sintomi che possono essere trattati sono: febbre, brividi, dolore generalizzato, mal di gola, tosse.
Una loro caratteristica comune è la risposta all'attività degli antiinfiammatori. In particolare acido acetilsalicilico e paracetamolo, hanno un'ottima attività antipiretica, abbassano cioè la febbre.
L'acido acetilsalicilico ha un'azione maggiormente antinfiammatoria, mentre il paracetamolo più prettamente antidolorifica e antifebbrile.

Spesso questi farmaci sono associati all'acido ascorbico o vitamina C, che è associata ad una riduzione della severità dei sintomi influenzali.

FUNZIONE DEI FARMACI UTILIZZATI NELLE FORME INFLUENZALI
principio attivofunzionedosaggio usuale
acido acetilsalicilicoantinfiammatorio/antipiretico500mg
propifenazioneantinfiammatorio150mg
ibuprofeneantinfiammatorio200mg
paracetamoloantidolorifico/antipiretico500-1000mg
acido ascorbicocoadiuvante nella riduzione dei sintomi200+ mg
pseudoefedrinaantisecretivo/libera le vie aeree60 mg
fenilefrinaantisecretivo/libera le vie aeree10 mg
difenidraminaantistaminico antisecretivo25 mg
clorfenaminaantistaminico antisecretivo8+ mg
isopropamideantisecretivo0,2 mg
caffeinariduce la sonnolenza25 mg

EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI
Gli antinfiammatori sono generalmente controindicati nei bambini e in chi soffre di gastrite e possono causare alterazioni della coagulazione.
Il paracetamolo, spesso preferito negli anziani e nei bambini, può recare danno se assunto a lungo a fegato e reni, è sconsigliato quindi nei soggetti che soffrano di patologie a carico di questi organi e nei forti bevitori.
Esistono poi allergie specifiche all'acido acetilsalicilico delle quali è necessario tenere conto.